Perché fotografiamo?

Perché fotografiamo?

QUANDO LA TOPA NON E’ LA RISPOSTA

Avete mai provato a chiedere a un fotografo perché fa fotografia?

La prima, scontata, risposta è “Per campare” se si tratta di un professionista o “Perché così blocco istanti di tempo destinati a scomparire per sempre” se si tratta di un non professionista.

Seriamente, perché fotografiamo?

La fotografia è un mezzo comunicativo come un altro, questo articolo avrebbe lo stesso senso se spostassi l’attenzione dalla fotografia alla scrittura o alla cucina.

Sarebbe più corretto dire perché comunichiamo?

Il primo motivo per cui decidiamo di prendere la macchina fotografica e scattare è perché abbiamo qualcosa da raccontare (scontato anche questo).

Raccontare cosa? Possiamo raccontare solo ciò che conosciamo. Molti dicono che vogliono raccontare se stessi ma la verità è che conoscere se stessi è una delle cose più difficili che si possa fare.

Io stesso ho scoperto un’aspetto di me, terribile, solo qualche anno fa e, credetemi, a volte conoscersi a fondo fa paura.

Raccontare qualcosa che si conosce resta comunque un’ottimo motivo per fare quella fotografia diversa dalle ragazze col tacco 15 in spiaggia al tramonto (magari con tecnica strobist).

SI CAPISCE COSA VOGLIAMO RACCONTARE?

La parte difficile nell’utilizzare la fotografia come mezzo di comunicazione sta appunto nel cercare di comunicare attraverso le immagini.

Non è facile!

Quando mostriamo un progetto, chi lo guarda, capisce qual è la storia dietro?
Si vede il lavoro del fotografo? si vede il fotografo dietro ogni scatto?

Per raccontare non basta solo fotografare, così come per cucinare non basta solo accendere il fornello!

Bisogna prima conoscere a fondo l’argomento, farlo proprio, empatizzarlo! Solo allora saremo pronti per raccontarlo e farlo secondo il nostro modo di essere, la nostra personalità

LA FOTOGRAFIA COME MEZZO PER CONOSCERE

Abbiamo appena detto che per raccontare qualcosa bisogna prima conoscerla, ecco allora che la fotografia può assumere un’altra connotazione: quella di mezzo conoscitivo.

L’aspetto cognitivo e quello narrativo della fotografia non devono mai camminare separati, devono -per forza di cose- camminare a stretto contatto.

 

Ecco allora che grazie a una conoscenza -prima- e a una corretta esposizione -dopo- attraverso l’uso della tecnica e del linguaggio fotografico, siamo in grado di utilizzare il mezzo fotografico per quello che, effettivamente è, un mezzo comunicativo.

E voi? Perché fotografate? 🙂

 

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