Bravi fotografi rovinati dalla tecnologia

Bravi fotografi rovinati dalla tecnologia: il mito dei megapixel e della gestione degli ISO

Il mercato è una brutta bestia.

Ci costringe ad avere sempre l’ultimo prodotto in commercio, con tempi che separano versioni di uno stesso prodotto sempre inferiori.

La fotografia non fa differenza.

Con una media di circa sei mesi vediamo comparire sul mercato una nuova macchina fotografica, un nuovo obiettivo, un nuovo flash.

Ma siamo sicuri che ci serva davvero?

Bravi fotografi rovinati dalla tecnologia

L’inutile corsa ai megapixel

A mio parere il mondo è pieno di bravi fotografi rovinati dalla tecnologia!

Ogni volta che vedo le pubblicità delle macchine fotografiche mi chiedo che senso abbiano tutti quei megapixel in una reflex enty level o a che serva raggiungere 50.000 ISO, se senti l’esigenza di impostare una sensibilità talmente elevata, probabilmente non dovresti scattare quella foto.

Fidati!

Specie se il fine ultimo è quello di postarla su facebook, in uno dei tanti brand-gruppi, o, peggio ancora, fotografare le sedicenni in riva al mare.

Se senti l’esigenza di impostare 50.ooo ISO probabilmente non dovresti scattare la foto

Ci siamo dimenticati che per anni si sono scattate fotografie bellissime usando una tecnologia molto ma molto più semplice di quella che troviamo in un iPhone.

Si è fatto scuola prima ancora che megapixel non fosse una parola si uso comune, in un periodo in cui il 50mm veniva venduto di serie con le reflex.

 

Ci stiamo cullando sugli allori

Lo scenario che emerge navigando su internet è poco incoraggiante.

Io ho paura che si sia persa la componente comunicativa legata all’immagine a favore dell’immagine fine a se stessa.

Per fare una buona fotografia bisogna, prima di tutto, conoscere cosa si sta fotografando, il mezzo usato per fotografare è secondario.

Non dobbiamo dimenticare che la fotografia è già un mezzo per raccontare, uno strumento, non il fine ultimo del fotografo.

Il fotografo parla attraverso le immagini, non si limita a scattare.

I fotografi sfruttavano le loro debolezze trasformandole in tratti distintivi, si sforzavano di andare oltre i limiti tecnologici, creando così le più belle immagini che il mondo conosca.

Attenzione a non fare però di tutta l’erba un fascio.

Ci sono situazioni in cui la tecnologia ci aiuta ad esprimerci al meglio, come è giusto che sia.

Il problema si pone quando la tecnologia fotografica è così alla portata di tutti da diventare inutile e controproducente, spingendo sempre di più l’utente medio verso la produzione di massa di immagini inutili e scontate.

Ecco cosa bisogna evitare!

Voglio concludere questo articolo con un post di Settimio Benedusi che riassume in maniera magistrale il mio pensiero

 

 e con le fotografie del mio ultimo servizio fotografico, realizzato con una reflex da 4mpx e un obiettivo manuale da 30€.

Che ne pensate?

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4 thoughts on “Bravi fotografi rovinati dalla tecnologia

  1. Il paradosso è che mentre le macchine fotografiche diventano sempre piu tecnologiche il supporto su cui vengono poi viste le foto è sempre peggiore. Nella maggiore dei casi poi l’assurdo, 50milioni di pixel poi riadattati x anda su fb ecc e 1 foto stampata contro 50 rullini unamacchinaccia da 2 lire e 100 foto stampate. P.s. Le foto finali mi garbano tanto. Dinostrazione che i la macchina è soli un mezzo. E poi cone diceva i mi maestro, è initile che tu voglia correre in formula1 co la ferrari se un tu sai manco anda a i supermercato co una panda . Ciao. E grazie

    1. Grazie Claudio 🙂 hai perfettamente ragione. Senza scordare che tutta questa tecnologia ci impigrisce gli occhi, limitando la nostra visione. Ciao e grazie a te per il commento 🙂

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